IL TARANTO AL TORNEO DI VIAREGGIO

De Comite

Il Taranto al Torneo di Viareggio

 Una sola presenza per il Taranto Calcio al Torneo di Viareggio-Coppa Carnevale; il precedente risale all’edizione 1993, la 45a del prestigioso torneo giovanile.

Per i rossoblù un punto in tre partite, conquistato contro il Metz con lo 0-0 nell’ultima gara del girone eliminatorio.

Gli ionici debuttano a Dicomano (di fronte a 100 spettatori) il 9 febbraio 1993, perdendo contro il Modena per 1-0; la formazione rossoblù è composta da Rotoli, Costanzo, Fedele, Battafarano (Finoccho dal 66’), De Comite, Cazzarò, Bitetti, (dal 58’ Falanda), Latartara, Devozzi, Capasso, Gemmi. Dalla  cronaca “ le due squadre danno vita ad una partita scarsamente espressiva sul piano delle incursioni in area di rigore; il Taranto avrebbe anche merito il pari, ma nel finale di gara è Rotoli ad evitare il raddoppio degli emiliani”.

Due giorni dopo, l’11 febbraio, il Taranto subisce un clamoroso “cappotto” contro il Milan perdendo per 6-0 (i rossoneri verranno poi battuti  in finale dell’Atalanta); nell’occasione una doppietta per Davide Dionigi, nella stagione 1992-93 nell’organico rossonero, ma mai utilizzato nella formazione maggiore.

Così i rossoblù in campo: Rotoli, Costanzo (dal 46’ Chiaro), Fedele, Battafarano, De Comite, Cazzarò, Gemmi, Finocchio (dal 64’  Latartara), Devozzi, Capasso, Susini. Per la cronaca  “un Taranto generoso ma incapace di arginare un avversario di un altro pianeta; i 6 gol incassati, ma potevano essere di più, esprimono la differenza”.

Il punto arriva nell’ultimo incontro del 13 febbraio; a Viareggio Metz e Taranto, già eliminate,  chiudono sullo 0-0 finendo entrambe in coda alla classifica con un punto all’attivo. In panchina siede il tecnico della Primavera Magnocavallo, assente nelle prime due gare e sostituito da Buonfrate. Questo l’undici del Taranto: Rotoli, Costanzo, Chiaro (dal 56’ Susini), Finocchio (dal 26’ Ferrara), De Comite, Fedele, Gemmi,  Latartara, Devozzi, Capasso, Falanda. La cronaca riferisce di un gol annullato per fuorigioco  ai rossoblù.

Nelle due foto di NINNI CANNELLA,

Cazzarò

 due partecipanti al torneo: Cazzarò e Di Comite.

Erasmo Iacovone il MITO rossoblù

Erasmo Iacovone il MITO

 Iacovone nasce a Capracotta il 22 aprile 1952; Erasmo ha due anni quando il padre decide di trasferire la famiglia a Tivoli (il padre è portalettere) per garantire ai figli un futuro migliore in una cittadina più grande rispetto a Capracotta (all’epoca aveva circa 1.800 abitanti ora supera di poco i 1.000).

Inizia a giocare nell’Albula di Bagni di Tivoli (Albula è l’antico nome del fiume Tevere), poi nel 1971-72 passa all’OMI Roma (la squadra delle officine metalmeccaniche) nelle quali militeranno alcuni giocatori poi diventati famosi in serie A come Della Martira della Fiorentina (gioca insieme allo stesso Iacovone) e Ferroni della Sampdoria (all’OMI nel 1973-74).

Con l’OMI Roma nel 1971-72  gioca 24 gare segnando 2 reti; il bomber della squadra è Loddi che  avrà poi una discreta carriera giocando alcune stagioni con il Lecce in serie B. Resta nella formazione romana anche la stagione successiva poi nel novembre 1972 passa alla Triestina in serie C; solo 13 presenze senza  nessuna rete all’attivo. Erasmo non riesce ad ambientarsi con la formazione giuliana e in pratica la sua carriera sembra quasi al bivio del fallimento.

Nel febbraio 1975 gioca due partite con la Nazionale di serie C, dove incontra Ciappi, Secondini, Scoppa e Gori; con quest’ultimo si ritrova nel Taranto, mentre gli altri indosseranno la casacca rossoblù in seguito.

Nel 1973-74 va al Carpi in serie D e con gli emiliani ottiene la promozione in serie C.  Qui l’allenatore è Guerino Siligardi mentre quello in 2a è Tommaso De Pietri, poi allenatore in seconda  del Taranto nel 1976-77:  sarà anche per l’insistenza dello stesso De Pietri che Fico deciderà l’acquisto di Iacovone. Con il Carpi conquista la promozione segnando 13 reti che rappresenteranno il miglior bottino stagionale nella sua breve carriera.

Nella stagione 1974-75 passa al Mantova in C; segna 11 reti sia nella prima che nella seconda risultando sempre il miglior marcatore della formazione lombarda.  Inizia il torneo 1976-77 con il Mantova segnando 4 gol nelle prime 6 gare di campionato, più altri 2 gol nella Coppa Italia di serie C, quindi arriva il trasferimento al Taranto. Le prime volte la Gazzetta del Mezzogiorno lo chiama Iacovoni, sarà così per i primi 3-4 giorni; è impreciso anche il Corriere del Giorno  che scrive Jacovone con la J.

Circa 420 milioni il costo del cartellino dell’attaccante, una cifra decisamente sostanziosa per un giocatore proveniente dalla serie C (l’anno prima nell’ estate del 1975 Tardelli era stato  pagato dalla Juve circa un miliardo per prelevarlo dal Como, poi alcune settimane dopo Savoldi dal Bologna al Napoli viene a costare un militano e 800 milioni).

Fico versa al Mantova 130 milioni per la comproprietà,  più la comproprietà di Scalcon valutato circa 70 milioni (la seconda rata prevedeva un altro versamento di circa 140 milioni in contanti, più la eventuale comproprietà o riscatto di Scalcon. Nell’ affare rientra poi il prestito di Dellisanti allo stesso Mantova, ma  Dellisanti non ci andrà e verrà ceduto alla Nocerina.

Il debutto contro il Novara il  31 ottobre 1976; piemontesi in vantaggio al 6’ su autogol di Trentini, quindi al 66’ il pareggio dei rossoblù con  un lungo cross di Fanti sul quale  Iacovone stacca con grande scelta e piazza il pallone all’angolo opposto.

Già a segno Erasmo dopo tre giorni di allenamento con i compagni, e senza aver ancora visto la città di Taranto. I rossoblù potrebbero anche vincere la gara ma l’arbitro Migliore (solo di nome ma non di fatto) non vede un tiro di Gori respinto con il braccio da un difensore del Novara, quando ha già varcato la fatidica linea.

Iacovone realizza 28 gare e 8 reti nella prima stagione tarantina, quindi inizia benissimo anche il torneo 1977-78 segnando 9 reti nelle prime 21 giornate di campionato. Il bomber rossoblù  è nel mirino di diverse società (è seguito anche dalla Fiorentina), ma …  

… nella notte tra il 5 e 6 febbraio (nel pomeriggio gli ionici hanno pareggiato per 0-0 contro la Cremonese) Erasmo perde la vita in un incidente stradale sulla statale Taranto-Lecce. Una “Alfa Romeo 2000”, rubata  e guidata da un certo Marcello Friuli, inseguita da una volante della Polizia, a circa 200 all’ora e a fari spenti centra in pieno la “Diane 6” del giocatore che usciva da una strada secondaria dopo aver cenato in un ristorante della zona.

Il corpo del povero Iacovone sbalzato dall’abitacolo in frantumi verrà ritrovato a circa 50 metri dall’incidente. Con la morte del giocatore, in quel momento capocannoniere della serie B con 9 gol (a pari merito con Pellegrini del Bari e Palanca del Catanzaro) il Taranto, lanciato forse per la prima volta verso la serie A (i rossoblù sono ad un punto dal 2° posto) vede sfumare il sogno della promozione nel massimo campionato. La classifica alla 21a vede i rossoblù piazzati ad un punto dal seconda piazza con l’Ascoli oramai irraggiungibile in vetta alla classifica.

I rossoblù fino alla morte del MITO sono sempre stati nelle prime posizioni; resteranno ancora al 3° posto dopo la 27a giornata quindi alla 30a il distacco sarà di un punto dal 3° posto.

Con  Erasmo il campo probabilmente il Taranto avrebbe centrato la storica promozione, mentre chiuderà il torneo all’ottavo posto a –6 dalla terza piazza; nel 1973-74 i rossoblù ne sommarono 39 finendo al 5° posto a –11 dalla serie A, ma comunque non furono mai in lotta per la promozione; una nostra squadra meglio solo nel 1947-48 con l’Arsenaltaranto finito al 3° posto: allora ne saliva solo una in A, ci arrivò il Palermo con 46 punti, tre in più degli arsenalotti.

 

La carriera del MITO rossoblù            

Capracotta (CB), 22.4.1952, attaccante, m 1,74, kg 69

 

stagione squadra   serie  gare reti

1968-71  ALBULA Bagni di Tivoli

1971-72  OMI Roma    D     24    2

A.S. OMI ROMA sede in via Agresti a Roma, maglia bianca-azzurra, calzoncini bianchi; stadio U. Nistri, ing. presidente Raffaello Nistri, allenatore Antonio Moré

1972-73  OMI Roma    D      1    –

ing. presidente Raffaello Nistri, allenatore Antonio Moré

nov. 72  Triestina   C     13    –

allenatore Petagna poi Evaristo Malavasi

1973-74  Carpi       D     32   13 

Carpi promosso in C con 5 punti di vantaggio sul Bellaria, Suzzara

e Forlì; allenatore Guerino Siligardi; maglia bianca bordi rossi

1974-75  Mantova     C     33   11 

9 gol su 11 decisivi per 6 vittorie e 3 pareggi; allenatore Rino Marchesi

1975-76  Mantova     C     31   11 

6 gol su 11 decisivi per 3 vittorie e 2 pareggi; allenatore Rino Marchesi

1976-77  Mantova     C      6    4 

2 gol su 4 decisivi per 2 vittorie, segna 4 reti nelle prime 6 giornate; allenatore Ugo Tomeazzi

ott. 76  Taranto     B     28    8

allenatore Gianni Seghedoni

1977-78  Taranto     B     20    9

allenatore Domenico Rosati