Erasmo Iacovone foto inedita

Foto inedita di Erasmo Iacovone; si riferisce alla gara Taranto-Ascoli 1-3 del 31 dicembre 1977

Lo scatto riprende il giocatore e il presidente Fico prima dell’inizio della gara.

Goleador fedelissimi

Totti con la doppietta al Cesena diventa il primatista assoluto tra i goleador fedelissimi della serie A, con 211 gol realizzati:

 reti goleador              squadra     gare  media gol

 211  Francesco Totti       Roma         486    0,43      

210  Gunnar Nordahl        Milan        257    0,82 

197  Giuseppe Meazza       Inter        303    0,65 

185  Alessandro Del Piero  Juventus     468    0,40

178  Giampiero Boniperti   Juventus     444    0,40 

156  Luigi Riva            Cagliari     289    0,54 

152  Gabriel Batistuta     Fiorentina   243    0,63 

151  Kurt Hamrin           Fiorentina   289    0,52 

143  Silvio Piola          Lazio        227    0,63 

141  Carlo Reguzzoni       Bologna      360    0,39

Le squadre campioni d’inverno

II campioni d’inverno

 68 la percentuale delle squadre campioni d’Italia dopo aver vinto il titolo d’inverno (54 volte in 79 campionati di serie A a girone unico).

7 volte su 7 da quando il torneo è tornato a 20 squadre il titolo d’inverno è stato poi bissato con lo scudetto: Juventus 2005 e 2006 (titoli poi revocati); 2007, 2008, 2009 e 2010 Inter; 2011 Milan.

1 sola volta, nel torneo 1953-54, al giro di “boa” sono arrivate in tre: Inter, Fiorentina e Juventus con i nerazzurri poi campioni d’Italia (potrebbe verificarsi anche quest’anno con Juve, Milan e Udinese a quota 38 punti).

41 i punti che la Juve potrebbe avere quest’anno al giro di boa, con l’eventuale successo sull’Atalanta: nel torneo 2010-11 il Milan girò con 40.

6 anni fa l’ultima volta della Juve campione d’inverno, nel 2005-06 con 52 punti (quel bottino rappresenta il primato di sempre di punti a fine andata); bianconeri poi campioni, ma in seguito titolo assegnato all’Inter.

6 volte al titolo d’inverno sono arrivate appaiate due squadre, con una delle due poi vincitrice del titolo (in maiuscolo la scudettata): 1938-39 BOLOGNA e Liguria, 1942-43 TORINO e Livorno, 1963-64 BOLOGNA e Milan, 1972-73 JUVENTUS e Milan, 1976-77 JUVENTUS e Torino, 2003-04 MILAN e Roma (potrebbe accadere anche in questo torneo con Juve e Milan a quota 38 punti).

2 le squadre campioni d’inverno mai vincitrici di uno scudetto: il Liguria nel ‘38-39, primo a pari merito con il Bologna che conquistò poi il titolo, ed il Livorno nel ‘42-43, 1° a pari merito con il Torino, che finì alle spalle dei granata con un solo punto di distacco.

13 le squadre che hanno conquistato almeno una volta il titolo d’inverno; ecco il dettaglio: 24 volte Juventus, 17 Inter e Milan, 6 Roma, 5 Bologna e Fiorentina, 3 Napoli e Torino, 2 Cagliari e Lazio, 1 Verona, Liguria e Livorno.

25 volte la Juve ha conquistato il titolo di campione d’inverno (compreso 2011-12), vincendo poi lo scudetto in 16 occasioni (nel 2005 e 2006 i titoli vennero poi revocati); nel girone unico ha vinto altri 9 scudetti senza chiudere l’andata al 1° posto.

 

 

HANDANOVIC RECORD DI RIGORI PARATI

            Handanovic record di rigori parati

 Sono 5 nel campionato 2010-11 i rigori parati da Handanovic: per il portiere bianconero è un record eguagliato in serie A. 5 i penalty parati in un torneo anche da Moro del Bari nel 1948-49, da Gandolfi del Legnano nel 1951-52 e da Marchegiani del Chievo nel 2003-04.

 Per Handanovic 29 i rigori affrontati in serie A:  11 quelli  parati, ovvero il 38% (parati 2 su 6 nel 2007-08, 2 su 8 nel 2008-09 e nel 2009-10, 5 su 7 nel 2010-11).

DEL PIERO GOLEADOR FEDELISSIMO

   Del Piero è il re tra i goleador “fedelissimi”

 Con la doppietta rifilata al Catania Del Piero diventa il giocatore con più reti ufficiali segnate con la stessa squadra;  283 le reti realizzate con la maglia della Juve dal capitano bianconero, che supera così Meazza:

                                reti      reti      reti      TOTALE

goleador        squadra     campionato  coppe      coppe     RETI

                                                                   italiane   europee 

DEL PIERO    Juventus     204      26      53       283

MEAZZA       Inter              241      12      29       282

TOTTI            Roma             204      18      36       258

SCHIAVIO     Bologna       245         -        8       253

NORDAHL      Milan            210       -        11       221

ALTOBELLI    Inter            128      46      35       209

BATISTUTA    Fiorentina   168      26     10      204

RIVA         Cagliari                 164      33       4       201

 n.b.: nelle reti campionato sono comprese le marcature nei tornei ante-girone unico, in serie A e in serie B.

DERBY DI MILANO (273 disputati)

                 Le curiosità del derby

56 i derby giocati da Paolo Maldini:  è lui il fedelissimo della stracittadina milanese. Per Maldini  42 derby di campionato,   7 Coppa Italia, 4 Champions L., 2 amichevoli e 1 per il Trofeo Berlusconi.

 44 derby per Beppe Bergomi, il nerazzurro più presente; lo “zio” ha giocato  31 derby di campionato, 9 Coppa Italia, 2 Mundialito,   1 amichevole e 1 per il Trofeo Berlusconi.

36 attualmente i derby giocati di fila da Javier Zanetti; il primo di questa  striscia il 6 gennaio 1998, Milan-Inter 5-0. Per l’argentino sono in totale 40 le stracittadine giocate.

52 i giocatori che hanno disputato il derby con entrambe le maglie (l’ultimo della lista Ibrahimovic con 6 gare complessive,  5 con l’Inter e 1 con il Milan).

 20 i gol di Meazza nel derby, 19 con l’Ambrosiana-Inter e 1 con il Milan (14 in campionato e 6 nelle altre competizioni). Seguono Cevenini III con 18 gol (12 Inter, 6 Milan), con 17 Cevenini I (3 Inter, 14  Milan), con 14  Nordahl (Milan) e Shevchenko (per l’ucraino 8 reti in campionato, 3 in Coppa Italia e 3 in Champions L.).

              I goleador nei derby di campionato                     

   giocatore          gol (squadra)          

 MEAZZA             14  (13 In, 1 Mi)   

NORDAHL            11  (Milan)               

NYERS              11  (Inter)                

CANDIANI           10  (7 In, 3 Mi)     

LORENZI             8  (Inter)

SHEVCHENKO          8  (Milan)

 5 reti per da Aldo Cevenini I  il 3.3.1918 in Milan-Inter 8-1 gara valida per la Coppa Mauro: il centrattacco rossonero è il primatista di segnature in un solo derby.

 4 gol per  Altafini in Milan-Inter 5-3 del 27 marzo 1960: è lui l’unico giocatore ad aver segnato 4 reti in un derby di campionato.

 11 i gol segnati nel derby con più marcature: Inter-Milan 6-5 del 6 novembre 1949, valido per la 10a giornata del campionato 1949-50. I nerazzurri sotto per 4-1, vanno sul 5-4, poi subiscono il 5-5 ed infine con Amadei segnano la rete della vittoria al 64’.

16  derby senza perdere per l’Ambrosiana-Inter tra il 1928 e 1934 (con 11 vittorie e 5 pareggi): è questa la striscia record nella “stracittadina” milanese; per il Milan l’imbattibilità  più lunga è invece di 13 derby tra il 1974 e 1979 (7 successi e 6 pari).

8-1 per il Milan il 3 marzo 1918 nella Coppa Mauro: è questo il successo più netto dei rossoneri; i nerazzurri “rispondono” con il 5-0  in campionato del 6 febbraio 1910. Per l’Inter a favore un  7-3  in amichevole del 25 gennaio 1920. Il Milan con il 6-0 dell’11 maggio 2001 ha conquistato il successo più netto in una gara di campionato.

29  i derby per Nereo Rocco: è lui  il tecnico più presente nella sfida milanese; il primatista nerazzurro è Helenio Herrera con 20 partite.

6 gli allenatori che hanno guidato nel derby entrambe le squadre: 15 gare Trapattoni (3 Mi, 12 In), 8 Zaccheroni (7 Mi, 1 In), 7 Bigogno (6 Mi, 1 In), 7 Castagner (3 Mi, 4 In), 6 Viola (3 + 3), 4 Radice (2 + 2). A questa lista si aggiunge Leonardo al 1° derby in nerazzurro, dopo  i tre  con il Milan nella stagione 2009-10 (tutti persi).

11 i terreni di gioco che hanno ospitato il derby; 187 le partite al Campo Milan San Siro, poi Comunale San Siro, infine Stadio Meazza, quindi 37 partite all’Arena Civica. Altre 46 gare su altri 6 terreni a Milano. 3 invece i derby all’estero:  Chiasso campo del Gas, New York Yankee Stadium, Foxborough (Boston) Gillette Stadium.

37 i giocatori espulsi nel derby, 23 dell’Inter e 14 del Milan. 4 i giocatori espulsi in due occasioni, tutti nerazzurri: Agradi, Suarez, Corso e Materazzi (quest’ultimo per doppia ammonizione in Milan-Inter 3-4 del 28 ottobre 2006, e per proteste dalla panchina il 28 settembre 2008 in Milan-Inter 1-0).

13 i secondi necessari a Mazzola per segnare il gol più veloce del derby il 24 febbraio 1963 in Inter-Milan 1-1; un secondo in più impiegò Boninsegna il 2 dicembre 1973 in Inter-Milan 2-1. Il velocista rossonero è Altafini a segno dopo 25 secondi il 26 marzo 1961 in Inter-Milan 1-2.

17 anni e 3 mesi per Rivera all’esordio nel derby, il 20 novembre 1960 in Milan-Inter 0-1; 17 anni e 5 mesi per Paolo Maldini l’ 1 dicembre 1985 in Milan-Inter 2-2. Tra i nerazzurri Mario Corso in campo a 17 anni e 6 mesi il 22 marzo 1959 in Inter-Milan 1-0. Beppe Bergomi disputò invece un derby per il Mundialito a 17 anni e 6 mesi, il 28 giugno 1981: Milan-Inter 1-3.

 15 di fila i derby senza pareggio (striscia attuale); l’ultima “ics” lo 0-0 del 24 ottobre 2004, poi 8 successi dei  nerazzurri e 7 dei rossoneri.

IL TARANTO AL TORNEO DI VIAREGGIO

De Comite

Il Taranto al Torneo di Viareggio

 Una sola presenza per il Taranto Calcio al Torneo di Viareggio-Coppa Carnevale; il precedente risale all’edizione 1993, la 45a del prestigioso torneo giovanile.

Per i rossoblù un punto in tre partite, conquistato contro il Metz con lo 0-0 nell’ultima gara del girone eliminatorio.

Gli ionici debuttano a Dicomano (di fronte a 100 spettatori) il 9 febbraio 1993, perdendo contro il Modena per 1-0; la formazione rossoblù è composta da Rotoli, Costanzo, Fedele, Battafarano (Finoccho dal 66’), De Comite, Cazzarò, Bitetti, (dal 58’ Falanda), Latartara, Devozzi, Capasso, Gemmi. Dalla  cronaca “ le due squadre danno vita ad una partita scarsamente espressiva sul piano delle incursioni in area di rigore; il Taranto avrebbe anche merito il pari, ma nel finale di gara è Rotoli ad evitare il raddoppio degli emiliani”.

Due giorni dopo, l’11 febbraio, il Taranto subisce un clamoroso “cappotto” contro il Milan perdendo per 6-0 (i rossoneri verranno poi battuti  in finale dell’Atalanta); nell’occasione una doppietta per Davide Dionigi, nella stagione 1992-93 nell’organico rossonero, ma mai utilizzato nella formazione maggiore.

Così i rossoblù in campo: Rotoli, Costanzo (dal 46’ Chiaro), Fedele, Battafarano, De Comite, Cazzarò, Gemmi, Finocchio (dal 64’  Latartara), Devozzi, Capasso, Susini. Per la cronaca  “un Taranto generoso ma incapace di arginare un avversario di un altro pianeta; i 6 gol incassati, ma potevano essere di più, esprimono la differenza”.

Il punto arriva nell’ultimo incontro del 13 febbraio; a Viareggio Metz e Taranto, già eliminate,  chiudono sullo 0-0 finendo entrambe in coda alla classifica con un punto all’attivo. In panchina siede il tecnico della Primavera Magnocavallo, assente nelle prime due gare e sostituito da Buonfrate. Questo l’undici del Taranto: Rotoli, Costanzo, Chiaro (dal 56’ Susini), Finocchio (dal 26’ Ferrara), De Comite, Fedele, Gemmi,  Latartara, Devozzi, Capasso, Falanda. La cronaca riferisce di un gol annullato per fuorigioco  ai rossoblù.

Nelle due foto di NINNI CANNELLA,

Cazzarò

 due partecipanti al torneo: Cazzarò e Di Comite.

Erasmo Iacovone il MITO rossoblù

Erasmo Iacovone il MITO

 Iacovone nasce a Capracotta il 22 aprile 1952; Erasmo ha due anni quando il padre decide di trasferire la famiglia a Tivoli (il padre è portalettere) per garantire ai figli un futuro migliore in una cittadina più grande rispetto a Capracotta (all’epoca aveva circa 1.800 abitanti ora supera di poco i 1.000).

Inizia a giocare nell’Albula di Bagni di Tivoli (Albula è l’antico nome del fiume Tevere), poi nel 1971-72 passa all’OMI Roma (la squadra delle officine metalmeccaniche) nelle quali militeranno alcuni giocatori poi diventati famosi in serie A come Della Martira della Fiorentina (gioca insieme allo stesso Iacovone) e Ferroni della Sampdoria (all’OMI nel 1973-74).

Con l’OMI Roma nel 1971-72  gioca 24 gare segnando 2 reti; il bomber della squadra è Loddi che  avrà poi una discreta carriera giocando alcune stagioni con il Lecce in serie B. Resta nella formazione romana anche la stagione successiva poi nel novembre 1972 passa alla Triestina in serie C; solo 13 presenze senza  nessuna rete all’attivo. Erasmo non riesce ad ambientarsi con la formazione giuliana e in pratica la sua carriera sembra quasi al bivio del fallimento.

Nel febbraio 1975 gioca due partite con la Nazionale di serie C, dove incontra Ciappi, Secondini, Scoppa e Gori; con quest’ultimo si ritrova nel Taranto, mentre gli altri indosseranno la casacca rossoblù in seguito.

Nel 1973-74 va al Carpi in serie D e con gli emiliani ottiene la promozione in serie C.  Qui l’allenatore è Guerino Siligardi mentre quello in 2a è Tommaso De Pietri, poi allenatore in seconda  del Taranto nel 1976-77:  sarà anche per l’insistenza dello stesso De Pietri che Fico deciderà l’acquisto di Iacovone. Con il Carpi conquista la promozione segnando 13 reti che rappresenteranno il miglior bottino stagionale nella sua breve carriera.

Nella stagione 1974-75 passa al Mantova in C; segna 11 reti sia nella prima che nella seconda risultando sempre il miglior marcatore della formazione lombarda.  Inizia il torneo 1976-77 con il Mantova segnando 4 gol nelle prime 6 gare di campionato, più altri 2 gol nella Coppa Italia di serie C, quindi arriva il trasferimento al Taranto. Le prime volte la Gazzetta del Mezzogiorno lo chiama Iacovoni, sarà così per i primi 3-4 giorni; è impreciso anche il Corriere del Giorno  che scrive Jacovone con la J.

Circa 420 milioni il costo del cartellino dell’attaccante, una cifra decisamente sostanziosa per un giocatore proveniente dalla serie C (l’anno prima nell’ estate del 1975 Tardelli era stato  pagato dalla Juve circa un miliardo per prelevarlo dal Como, poi alcune settimane dopo Savoldi dal Bologna al Napoli viene a costare un militano e 800 milioni).

Fico versa al Mantova 130 milioni per la comproprietà,  più la comproprietà di Scalcon valutato circa 70 milioni (la seconda rata prevedeva un altro versamento di circa 140 milioni in contanti, più la eventuale comproprietà o riscatto di Scalcon. Nell’ affare rientra poi il prestito di Dellisanti allo stesso Mantova, ma  Dellisanti non ci andrà e verrà ceduto alla Nocerina.

Il debutto contro il Novara il  31 ottobre 1976; piemontesi in vantaggio al 6’ su autogol di Trentini, quindi al 66’ il pareggio dei rossoblù con  un lungo cross di Fanti sul quale  Iacovone stacca con grande scelta e piazza il pallone all’angolo opposto.

Già a segno Erasmo dopo tre giorni di allenamento con i compagni, e senza aver ancora visto la città di Taranto. I rossoblù potrebbero anche vincere la gara ma l’arbitro Migliore (solo di nome ma non di fatto) non vede un tiro di Gori respinto con il braccio da un difensore del Novara, quando ha già varcato la fatidica linea.

Iacovone realizza 28 gare e 8 reti nella prima stagione tarantina, quindi inizia benissimo anche il torneo 1977-78 segnando 9 reti nelle prime 21 giornate di campionato. Il bomber rossoblù  è nel mirino di diverse società (è seguito anche dalla Fiorentina), ma …  

… nella notte tra il 5 e 6 febbraio (nel pomeriggio gli ionici hanno pareggiato per 0-0 contro la Cremonese) Erasmo perde la vita in un incidente stradale sulla statale Taranto-Lecce. Una “Alfa Romeo 2000”, rubata  e guidata da un certo Marcello Friuli, inseguita da una volante della Polizia, a circa 200 all’ora e a fari spenti centra in pieno la “Diane 6” del giocatore che usciva da una strada secondaria dopo aver cenato in un ristorante della zona.

Il corpo del povero Iacovone sbalzato dall’abitacolo in frantumi verrà ritrovato a circa 50 metri dall’incidente. Con la morte del giocatore, in quel momento capocannoniere della serie B con 9 gol (a pari merito con Pellegrini del Bari e Palanca del Catanzaro) il Taranto, lanciato forse per la prima volta verso la serie A (i rossoblù sono ad un punto dal 2° posto) vede sfumare il sogno della promozione nel massimo campionato. La classifica alla 21a vede i rossoblù piazzati ad un punto dal seconda piazza con l’Ascoli oramai irraggiungibile in vetta alla classifica.

I rossoblù fino alla morte del MITO sono sempre stati nelle prime posizioni; resteranno ancora al 3° posto dopo la 27a giornata quindi alla 30a il distacco sarà di un punto dal 3° posto.

Con  Erasmo il campo probabilmente il Taranto avrebbe centrato la storica promozione, mentre chiuderà il torneo all’ottavo posto a –6 dalla terza piazza; nel 1973-74 i rossoblù ne sommarono 39 finendo al 5° posto a –11 dalla serie A, ma comunque non furono mai in lotta per la promozione; una nostra squadra meglio solo nel 1947-48 con l’Arsenaltaranto finito al 3° posto: allora ne saliva solo una in A, ci arrivò il Palermo con 46 punti, tre in più degli arsenalotti.

 

La carriera del MITO rossoblù            

Capracotta (CB), 22.4.1952, attaccante, m 1,74, kg 69

 

stagione squadra   serie  gare reti

1968-71  ALBULA Bagni di Tivoli

1971-72  OMI Roma    D     24    2

A.S. OMI ROMA sede in via Agresti a Roma, maglia bianca-azzurra, calzoncini bianchi; stadio U. Nistri, ing. presidente Raffaello Nistri, allenatore Antonio Moré

1972-73  OMI Roma    D      1    -

ing. presidente Raffaello Nistri, allenatore Antonio Moré

nov. 72  Triestina   C     13    -

allenatore Petagna poi Evaristo Malavasi

1973-74  Carpi       D     32   13 

Carpi promosso in C con 5 punti di vantaggio sul Bellaria, Suzzara

e Forlì; allenatore Guerino Siligardi; maglia bianca bordi rossi

1974-75  Mantova     C     33   11 

9 gol su 11 decisivi per 6 vittorie e 3 pareggi; allenatore Rino Marchesi

1975-76  Mantova     C     31   11 

6 gol su 11 decisivi per 3 vittorie e 2 pareggi; allenatore Rino Marchesi

1976-77  Mantova     C      6    4 

2 gol su 4 decisivi per 2 vittorie, segna 4 reti nelle prime 6 giornate; allenatore Ugo Tomeazzi

ott. 76  Taranto     B     28    8

allenatore Gianni Seghedoni

1977-78  Taranto     B     20    9

allenatore Domenico Rosati

Il 4-4 in serie A

4-4 in serie A

20  con Milan-Udinese le partite nei tornei di serie A a girone unico finite 4-4; il precedente in Torino-Parma del 23 febbraio 2008.

 Il Milan è la squadra che ha pareggiato in più occasioni  per 4-4,  ben 5 volte: Milan-Roma  1934-35, Inter-Milan 1948-49, Milan-Atalanta 1951-52, Lazio-Milan 1999-2000 e Milan-Udinese 4-4.

Per l’Udinese primo pareggio con questo punteggio.

In assoluto il pari in A con più gol si è registrato nel 1940-41: 5-5 in Torino-Ambrosiana Inter.

Zanetti record di presenze in campionato

Zanetti aggancia Bergomi

 516 le partite di campionato giocate da Javier Zanetti con l’Inter più 3 spareggi,  due per la qualificazione alla Coppa Uefa nel maggio 1999 e uno per la qualificazione ai preliminari di Champions League nel maggio 2000.

Il totale è di 519 partite e l’argentino aggancia così  Beppe Bergomi al 1° posto nella graduatoria dei nerazzurri più presenti in serie A  (Bergomi 519 gare tra il 1981 e il 1999).

756 le partite ufficiali giocate con l’Inter da Bergomi: 519 in campionato, 120 nelle coppe italiane e 117 nelle coppe internazionali.

 725  quelle disputate da Zanetti: 516 in campionato, 3 spareggi,   66 nelle coppe italiane e 140  nelle coppe internazionali.

 10° posto per Zanetti nella graduatoria dei più presenti in serie A:

648  Maldini      (1 spareggio)

596  Pagliuca     (4 spareggi)

570  Zoff           

566  Piola        (29 gare nel 1945-46)

563  Vierchowod   (1 spareggio)

542  Mancini      (1 spareggio)

532  Albertosi    

527  Rivera       

519  Bergomi      

519  Zanetti      (3 spareggi)

507  Ferraris P.  (38 gare nel 1945-46)

501  Ferrara      (1 spareggio)

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